PERCORSO DIAGNOSTICO DELLE FRATTURE DI FEMORE: DAL PRONTO SOCCORSO AL TAVOLO OPERATORIO

Il trattamento della frattura del collo del femore entro due giorni nei soggetti sopra i 65 anni, è l’indicatore più rilevante in ambito ortopedico e in qualche caso è stato in grado di motivare equipe chirurgiche e dirigenze ospedaliere ad adottare le opportune correzioni organizzative per migliorare i propri risultati.

Nel dicembre 2017 sono stati pubblicati i dati AGENAS PNE basati sui risultati dell’anno 2016, che ci informano di come in Italia solo il 58% di questi interventi, su un totale di 32.000 pazienti, viene eseguito entro 48 ore. Permane una elevata variabilità inter e intra-regionale, con percentuali che vanno dal 3 al 97%.

Il report dello scorso anno, riferito ai dati del 2015, riportava una quota nazionale pari al 55% di interventi eseguiti entro le 48 ore. Allargando l’orizzonte, in pochi anni si è passati dal 31% del 2010 al 58% attuale, ma c’è ancora molto da fare. Il regolamento del ministero della Salute (DM 70), infatti, fissa al 60% la proporzione minima per struttura di interventi chirurgici entro le 48 ore per pazienti con frattura di femore sopra i 65 anni. Lo standard internazionale atteso è superiore all’80%.

 

I più virtuosi del 2017

Considerando come riferimento un cut-off un minimo di 150 interventi l’anno, l’ospedale di Venere di Bari ha eseguito entro 48 ore il 95% degli interventi per frattura del collo del femore nei pazienti sopra i 65 anni, su un totale di 164 interventi. Un risultato di vera eccellenza, da primissime posizioni nella classifica circondato da strutture ospedaliere del nord Italia (vedi Tabella allegata). L’AGENAS sottolinea che non ci sono classifiche ma solo elenchi di strutture più o meno performanti.

 

L’esperienza clinica e organizzativa del Di Venere di Bari

«Abbiamo tracciato dei percorsi diagnostico-terapeutici ben definiti, riproducibili e che coinvolgessero le figure professionali eventualmente utili nella gestione di questo paziente» spiega il Dott. Lestingi Direttore Medico del PO Di Venere di Bari «Questa collaborazione è stata fondamentale; il rispetto dei ruoli e la definizione dei doveri e delle responsabilità nei confronti del paziente è il presupposto principale per garantire la riuscita di qualsiasi percorso assistenziale. La ricchezza di una realtà nosocomiale risiede proprio nel dialogo e nella collaborazione esistente tra le direzioni e le unità operative e di questo la realtà ospedaliera del Di Venere è da considerare un esempio a livello nazionale».

 

 

IL PERCORSO DIAGNOSTICO-TERAPEUTICO NEL DETTAGLIO:  DAL PRONTO SOCCORSO AL TAVOLO OPERATORIO

Tecnicamente il protocollo messo in atto definisce un “Percorso Virtuoso” che assicuri al paziente over 65 anni con diagnosi di frattura di femore il trattamento più idoneo al proprio quadro clinico secondo le raccomandazioni delle linee guida e alla luce delle risorse umane e tecnologiche effettivamente disponibili. La sequenza disgnostico-terapeutica può essere schematizzata come segue:

  • PRESSO IL PRONTO SOCCORSO:
  • Formulazione della diagnosi specialistica (frattura mediale o laterale) ed identificazione delle comorbidità;
  • Valutazione iniziale delle funzioni vitali (PA, frequenza cardiaca, SO2, temperatura corporea), delle condizioni generali del paziente (stato cognitivo), delle circostanze traumatiche
  • Reperimento di un accesso venoso ed esecuzione di radiografie di bacino, anca e torace.
  • PRESSO IL REPARTO DI ORTOPEDIA:
  • Valutazione complessiva: raccolta dell’anamnesi ed esecuzione dell’esame obiettivo con definizione dello stato di nutrizione e di idratazione, continenza urinaria e fecale; valutazione e trattamento del dolore.
  • Esecuzione di esami ematochimici ed ECG a 12 derivazioniàTIMING: entro 1 ora
  • Esecuzione di visita cardiologica con formulazione del rischioàTIMING: entro 6 ore (12 ore qualora il paziente si ricoveri nelle ore notturne o in un giorno festivo)

NB: qualora si rendano necessarie ulteriori indagini specialistiche (ecocardiogramma o valutazioni complessive di altra competenza), le stesse vengono prescritte ed eseguite entro 1-2 ore.

  • Presentazione del caso al medico anestesista con definizione ASA e colloquio con paziente e ai parentià TIMING: entro 16-24 ore
  • Esecuzione dell’atto chirurgico previa acquisizione del consenso informato à TIMING: entro 48 ore

NB: Qualora dalle valutazioni finali complessive si evincano delle problematiche mediche che impediscano di procedere con l’intervento chirurgico entro 48 ore, sarà indicato il ricovero nel reparto più opportuno al fine di stabilizzare il paziente prima di procedere alla scelta del trattamento (conservativo o chirurgico).

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